Archive for the ‘ pro del Poker ’ Category

Liz Lieu

posted by Costanza F.

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Liz Lieu | Poker Diva

Mai sentito parlare di Poker Diva ? Trattasi della vietnamita Liz Lieu, affascinante giocatrice professionista di poker a livello mondiale ! A soli 13 anni Liz Lieu si avvicina al poker, quello cinese per la precisione, il Chinese Poker. Sicuramente in quel periodo della sua vita non si sarebbe neanche sognata di poter arrivare al livello di popolaritá attuale.

Liz Lieu si avvicina lentamente al Texas Hold’em Poker giocando ai tavoli con buy soliti di circa $20-$40 e scopre che con il poker si possono fare tanti soldini! Subito le viene in mente di dare cosí, giocando al poker, una mano in famiglia vista la situazione sanitaria non ottimale del padre e la situazione economica in declino del nucleo familiare. Purtroppo peró le cose non vanno esattamente cosí come le aveva pianificate. Difatti non sempre riesce a vincere al Texas Hold’em Poker e dopo circa due anni di giocate senza guadagni significativi, decide di abbandonare temporaneamente il poker e dedicarsi alla ricerca di un lavoro stabile.

Il lavoro lo trova (guarda a caso) in un Casinó come Dealer ! Tale posizione le fece scoprire tanti aspetti del poker che fino ad allora non aveva ancora scoperto. Fra le altre cose, il lavoro da Dealer le permetteva di tenere un occhio sui comportamenti dei giocatori al tavolo da poker. Pian piano riusciva sempre di piú a leggerne i comportamenti e a prevederne le mosse. Liz Lieu riacquista fiducia grazie all’esperienza da Dealer e si riavvicina al gioco del poker all’etá di 23 anni. In quel periodo preferiva i tavoli cash da buy-in $80-$160 limit texas hold’em fino a partecipare a tavoli da addirittura $600-$1200 ! Ció nonostante, pur giocando bene ai tavoli cash, non aveva ancora sviluppato una grande esperienza nei tornei di poker, difatti non aveva mai grandi successi nei tornei. Lie Lieu non si arrende e chiese aiuto ad un suo amico di allora, un tale John Phan anche lui classe 1974 e vietnamita come Liz. John accetta la sua richiesta di aiuto e la porta dritta dritta a Las Vegas per partecipare alle WSOP del 2005 dove riesce a giungere quinta su ben 2305 partecipanti ! In quell’episodio, Liz Lieu vinse addiritttura 168.000 USD !! Nello stesso anno Liz riesce a vincere molti altri tornei ed é proprio da quel momento che riesce ad emergere ed essere nota al livello mondiale. Oltre ad essere affascinante, la Poker Diva é nota anche per i numerosi versamenti di parte delle vincite in beneficenza !

Marco Traniello

posted by Costanza F.

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Marco Traniello

Quando Marco incontrò Jennifer vantava tra le sue passioni quella della box, che praticava a livello amatoriale e che seguiva prendendo parte da spettatore agli incontri dei pugili professionisti. Ma il poker non rientrava di certo  tra i suoi passatempi.

A quel tempo, dopo aver esercitato diversi mestieri (tra i quali capitano di una petroliera ed agente di commercio) era di già un parrucchiere di successo, riuscito ad affermarsi a livello internazionale come hair dresser appunto. Eppure, dopo aver conosciuto l’allora ancora signorina Harman,non impiegherà molto tempo per decidere di abbandonare pettini e forbici e dedicarsi completamente al gioco delle carte.

L’incontro tra Marco Traniello e Jennifer Harman fù frutto di una pura casualità: Marco si trovava in vacanza negli Stati Uniti e mosso dalla voglia di visitare Las Vegas vi si recò. Arrivato in città decise di parcheggiare la propria auto presso il parcheggio del Mirage Hotel…ironia della sorte, proprio accanto all’auto di Jennifer Harman, che in forte ritardo rispetto ai propri programmi giornalieri, stava proprio in quell’istante rientrando dal Bellagio dove aveva appena perso la bellezza di $50.000. Marco incrociò questa donna e gli venne di invitarla a bere qualcosa. Lei, vinta dal proprio istinto che vedeva in Marco una persona interessante, finì con l’accettare. Il resto è storia conosciuta ed i due vivono tutt’ oggi uno splendido matrimonio.

Già all’epoca Jennifer era considerata una delle giocatrici di poker più forti al mondo (molto probabilmente la più forte in assoluto)ed accanto a lei Marco finisce inevitabilmente con l’essere contagiato dalla febbre del gioco in brevissimo tempo. Ebbe così inizio la sua formazione, giocando inizialmente ai tavoli cash. A seguire Marco nel suo iniziale percorso pokeristico, saranno, oltre  alla moglie in primis, alcuni amici di famiglia: gente del calibro di  Erick Lindgren, Carlos Mortensen e Daniel Negreanu. Quest’  ultimo in particolar modo, si preoccupò di insegnare a Marco Traniello tutte le varianti del poker e tutte le sfaccettature del gioco,  facendo di lui in poco tempo, un player di tutto rispetto.

Marco si dedica per circa cinque anni al gioco cash, fino a quando si sente pronto per poter affrontare le difficoltà proprie di un torneo. E’ a questo punto che decise di prendere parte alle World Series Of Poker del 2005. Dunque, partecipa per la prima volta ad un torneo di prestigio nel 2005 e fù subito record: raggiunse il tavolo finale del $2000 pot limit Hold’em event, tre piazzamenti tra i primi venti ed un montepremi totale di oltre 76.000 dollari. Ottenne premi in ben sette differenti eventi, stabilendo in tal modo un nuovo record per i premi WSOP.

L’anno successivo diede conferma indiscutibile del proprio talento, riuscendo ad ottenere quattro piazzamenti a premio nel World Series Of Poker del 2006.

Ciò nonostante Marco Traniello non è ancora soddisfatto del livello proprio gioco, pertanto continua a studiare e ad approfondire la propria conoscenza del poker, continuando a porre domande ed a chiedere consigli ai suoi amici professori. Continua a lavorare sulla propria tecnica e sul proprio stile di gioco che egli stesso definisce variopinto e positivo ma solido come una roccia e non perde mai occasione per mettersi alla prova in eventi che vedono la partecipazione dei più giocatori a livello mondiale.

Decide così di partecipare alle World Series Of Poker del 2007, durante le quali riuscirà a conquistare il tavolo finale del pot limit omaha, giungendo quinto ed intascando $156.435.

Le sue vincite ai tavoli, aggiornate al 2008, superano i $440.000.

Alessio Isaia

posted by Costanza F.

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Alessio Isaia

E’ uno dei migliori e più noti giocatori italiani, ma rappresenta anche una vera promessa del poker mondiale. Dotato di un intelligenza al di sopra della media (sempre tra i migliori a scuola), di un innato talento e di una sottile follia, è in grado di attuare giocate inaspettate e straordinarie. Il suo stile di gioco è tigh aggressive, ma riesce allo stesso tempo ad essere accorto, preciso (questa qualità gli è valsa lo pseudonimo de: il “chirurgo”), calcolatore, riusce ad eccellere in tutte le specialità di questo gioco. Applica sia ai cash game, che ai tornei, che agli Heads Up, sia le tecniche dell’Hold’em che del poker Omaha, sperimentando continuamente nuove strategie. E’ capace di cambiare con molta facilità il suo stile di gioco a seconda degli avversari: gioca chiuso contro giocatori aggressivi, o in maniera aggressiva contro i chiusi, cercando sempre di riuscire a far fruttare al massimo il suo punto, ma senza mai rischiare troppo. Un’ ulteriore sua qualità, consiste nella capacità di cui è dotato, di alzarsi dal tavolo anche se è in perdita senza intestardirsi a giocare…anche perché (e questo è il suo maggior difetto) quando perde un paio di brutti piatti gioca male, perde lucidità mentale, bluffa più spesso, e và in tilt.

Alessio Isaia è nato a Cuneo nel 1986. Appartiene a quella categoria di giocatori che fà il proprio incontro col poker in maniera del tutto casuale, scopre di avere una passione da praticare (e della quale non aveva conoscenza fino a quel momento)  e nel’arco di poco tempo finisce con l’ottenere risultati impensabili.

Per Isaia è andata proprio così. Conosce il poker una sera al rientro da una partita di bowling con un amico. Sarà quest’ultimo ad invitarlo a casa per vedere un torneo di poker sulla televisione satellitare. Il giorno dopo Isaia comincia la sua avventura ai tavoli da gioco di una poker room on line. Non perde tempo e dopo soli sei mesi di gioco, decide di prendere parte, praticamente al buio, a Sanremo con un buy in di 500+50. Contro ogni pronostico riuscirà ad arrivare all’Head’s Up finale. Si ritroverà nel giro di poco, a totalizzare un importo in premi pari a quasi $300.000, di cui $132.935 solo con il piazzamento al secondo posto nella Bellagio Cup del 2008.

E’ evidente che gli piace di più la competizione live, dove sostiene di trovarsi molto più a suo agio, soprattutto perché riesce a concentrarsi di più che al computer. Alessio Isaia ritiene che anche a livello emotivo, la soddisfazione di ottenere un risultato giocando live è sicuramente maggiore rispetto a quella on line.

Ciò nonostante, Isaia ha vinto molto anche nel gioco on line, tra cui un torneo da più di 50.000 euro, ha partecipato a due edizioni delle World Series of Poker ed è piazzato attualmente al 123° posto della classifica Player of the Year (POY) e al 320° Posto dell’EPT (European Poker Tour). Occupa, invece, il dodicesimo posto nella speciale classifica ‘Italy All Time Money List’ con più di 540.000 dollari guadagnati in carriera.

Alessio Isaia ha una forte passione per la specialità Seven Card Stud, variante che gli consentirà di ottenere due incredibili successi alle WSOP 2008 tenutesi a Las Vegas. Isaia riuscirà infatti a giungere a due tavoli finali (entrambi nella specialità del Seven Card Stud Hi/Low), rientrando tra gli otto giocatori che riuscirono ad aggiudicarsi la tappa finale, al termine di un duro scontro durato molte ore. Riuscirà ad imporsi su giocatori del calibro Barry Greenstein, Allen Cunningham, David Benyamine, Howard Lederer, ottenendo un quarto ed un sesto posto e dimostrando di essere uno dei migliori interpreti di questa specialità.

Simone Rossi

posted by Costanza F.

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Simone Rossi

Anche Simone Rossi appartiene alla categoria dei giovanissimi giocatori di poker italiani, entrato a far parte dell’esclusivo novero dei professionisti, nel 2006. Nasce a Genova, ma lascerà ben presto la propria città per trasferirsi in Inghilterra, patria delle scommesse, mosso dall’intento di specializzarsi in questo settore.

Incontra il poker nel 2004 quando si trova a Londra da due anni. Lavora presso un betting exchange svolgendo il turno serale in compagnia di un unico collega. La voglia di far passare in fretta le ore del proprio turno è superiore alla voglia di lavorare, per cui, per ammazzare il tempo, decide di dedicarsi a partite di poker online. Comincia giocando qualche partita sporadica su William Hill e per restare in tema: nessuno c’avrebbe mai puntato un centesimo… nel giro di pochi mesi riesce a qualificarsi per la finale del William Hill Grand Prix. Giungeranno in dieci al tavolo finale e Simone Rossi si aggiudicherà i $10.000 garantiti del primo premio. A questa seguiranno altre vittorie e nell’arco di un anno riuscirà a guadagnare, grazie al poker, una somma sicuramente superiore al suo stipendio mensile di Londra.
A questo punto decide di dedicarsi esclusivamente al poker e abbandona qualsiasi altra sua attività. Inoltre, ritenendo Londra una città troppo frenetica per chì ha in mente di diventare un giocatore di poker professionista, stanco di certi ritmi decide a malincuore di lasciarla per trasferirsi a Barcellona. Continuerà tuttavia a tornare a Londra almeno tre volte l’anno per ritrovarsi coi suoi grandi amici.

Essendo nato come giocatore online, Simone Rossi tende a preferire questa disciplina rispetto al live e per vari motivi: innanzitutto la sua formazione è avvenuta si può dire esclusivamente on line, giacchè niente o poco ha letto di letteratura pokeristica. Poi, sempre secondo Simone, l’on line offre diversi vantaggi, quali ad esempio la possibilità di giocare multi tavolo il chè consente di aumentare il proprio profitto orario disputando un maggior numero di tornei (Simone Rossi ad esempio, è solito aprire dagli 8 ai 10 tavoli alla volta, preferendo comunque farlo per poche ore consecutive, al fine di non avere cali di concentrazione). E’ poi possibile giocare a qualsiasi ora si preferisce, sia tornei che sit and go, cosa che invece risulta difficile fare live. E’ possibile restarsene comodamente seduti e rilassati a casa e magari ascoltare musica mentre si gioca, evitando i rumori e le chiacchiere dei tornei live che invece disturbano la concentrazione. Ma il vantaggio principale è rappresentato dal fatto che nel gioco on line è possibile giocare un elevato numero di mani (cosa impossibile nel gioco live) il chè consente di imparare, formarsi, migliorarsi, molto velocemente . Non è un caso, secondo Simone Rossi, che ormai il gioco on line costituisca una scuola capace di creare giocatori di poker dall’ indiscutibile talento.

E’ dunque indubbio che Simone preferisce il gioco on line, prediligendo il cash game sia di No Limit Hold’em che di Pot Limit Omaha. Dalla fine del 2008, con l’avvento delle poker room .it ha iniziato a giocare assiduamente sit’n go sulla piattaforma di Gioco Digitale, dove è regolarmente ai primi posti delle rispettive classifiche. Grazie a questi ottimi risultati Simone si è guadagnato la sponsorizzazione di Gioco Digitale, che gli consentirà di prendere parte ai più importanti tornei del mondo.
Il 2009 è stato un buon anno  visto che Simone si è iniziato a vedere in tutti i maggiori appuntamenti italiani e con sempre più costanza anche nel circuito EPT essendo entrato a far parte del team pro di Gioco Digitale assieme a Max Pescatori. Per il 2010, ha invece in mente di partecipare a tutti gli eventi del Poker Grand Prix di Gioco Digitale, EPT di Sanremo, ovviamente WSOP e possibilmente qualche evento di Omaha in giro per l’Europa.

Gino Alacqua

posted by Costanza F.

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Gino Alacqua

Siciliano trapiantato a Lecco, Gino Alacqua è uno di quei giocatori italiani ad essere andato molto vicino a coronare il sogno di vincere un main event EPT con il secondo posto a Praga.Viene chiamato “el Diablo” in seguito ad un’ affermazione proferita da un suo avversario vistosi sottrarre, con una mano al quanto creativa, un piatto dall’ingente portata, mentre giocava ad un tavolo cash del casinò di Lugano nella primavera del 2007. Il suo avversario ormai battuto, si rivolse ad Alacqua dicendogli: sei proprio un diavolo, anzi, sei “el Diablo”!. Da allora Gino Alacqua è meglio noto con lo pseudonimo el Diablo. Ciò che fà strano è il fatto che un soprannome di simile dicitura sia stato attribuito ad un personaggio che vede i propri natali datare primo novembre 1961, cioè il giorno di nascita di Alacqua coincide con quello in cui si festeggiano tutti i Santi.
All’età di diciassette anni Gino lascia la Sicilia per trasferirsi a Lecco dove porterà a termine gli studi di ragioneria. Nel contempo, non ancora diciottenne riesce ad ottenere il conferimento del brevetto di paracadutista civile, brevetto che lo renderà il più giovane parà italiano. Si dedica con dedizione al paracadutismo per ulteriori cinque anni, ma nel 1985 prende a dedicarsi in maniera intensiva al tennis, sua ulteriore passione finendo con l’essere nominato coordinatore tecnico del Tennis Club Lecco. In questo periodo si intensifica anche l’ulteriore suo interesse che lo vede appassionato di arte antica: saranno sempre maggiori le visite a musei, chiese, gallerie d’arte e cresce anche il numero dei suoi amici esperti e conoscitori di questo settore. Sarà proprio grazie agli ulteriori insegnamenti in materia ricevuti da questi ultimi, che Gino Alacqua comincia a maturare il piano poi reso realtà, di trasformare questa sua passione per l’arte, in un’attività vera e propria. Eserciterà infatti la professione di mercante d’arte fino al 2006.
Il 2006 rappresenta l’anno in cui Gino conosce il Texas Hold’em e l’Omaha. Sarà proprio in questo periodo infatti, che alcuni amici conosciuti qualche anno prima presso il casinò di Lugano durante una partita di Telesina, gli insegneranno le regole di queste due varianti americane. Tuttavia la sua passione per il gioco era evidente già quando da bambino, Gino Alacqua era diventato l’incubo dei familiari che durante le sere d’estate o durante i giorni di festa, si ritrovavano per giocare a sette e mezzo, scala quaranta, scopa e briscola. Gino finiva col dominare puntualmente queste sedute.
Allo stesso modo ed in maniera altrettanto inaspettata, Gino Alacqua domina, guadagnando il secondo posto il primo torneo della sua vita: il Main Event di Poker Texas Hold’em svoltosi nello stesso 2006 presso il casinò di San remo.
Accadde infatti che, sempre dei suoi amici, insistettero in maniera maniacale affinchè Gino si iscrivesse a quell’evento. Alacqua, che praticava il Texas Hold’em da soli pochi mesi,era molto restio a partecipare. Tuttavia dovette alla fine cedere alle forti insistenze degli amici e prendere parte a quel torneo. Il risultato come abbiamo appena detto fu un incredibile secondo posto che costituisce anche il primo di una lunga lista di successi.
Da allora infatti, Gino Alacqua andrà incontro ad una crescita esponenziale che lo porterà ad una vincita totale in tornei vicina al 1.000.000$ in carriera e ad occupare un posto tra i primi cinque della “All time money list” dei giocatori italiani.
Ed a crescere non sarà soltanto il numero di eventi dominati, ma anche e soprattutto la stima ed il rispetto che Gino Alacqua riesce a guadagnarsi tra gli appassionati, giocatori ed avversari, forte di un impeccabile stile personale che lo vede sempre giocare in giacca e cravatta e mai lamentarsi in modo eccessivo in occasione di una bad beat.

Max Pescatori

posted by Costanza F.

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Max Pescatori

Che Max Pescatori fosse destinato a diventare uno dei più forti giocatori di poker al mondo, forse lo si poteva capire di già prestando attenzione a quel secondo posto che in società col padre riuscì ad aggiudicarsi in un torneo di scopa, quando aveva ancora appena undici anni.

Oggi, a quel secondo posto il suo curriculum ha visto aggiungere: conquista del braccialetto delle WSOP nel 2006 nell’evento $ 2.500 No-Limit Texas Hold’em impresa che lo ha visto eliminare 1290 giocatori. Nel marzo 2007 vince il Main Event 1.000€ + 100€ di buy in della prima tappa del Campionato Italiano di Sanremo. Nel 2008 ancora braccialetto alle WSOP nell’evento $2500 mixed game Pot Limit Holdem/Pot Limit Omaha. Ancora il 2008 lo vede trionfare in una tappa del Campionato Italiano di Poker a Saint Vincent. Nel 2009 Max Pescatori diventa capitano del team di gioco della prima poker room italiana ed ai tavoli conquista numerosi piazzamenti, tra i quali un secondo posto di nuovo a Saint Vincent e “bandierina” al PCA Bahamas.
Nasce in provincia di Milano nel 1971 e fin da bambino si evince il suo talento al gioco: organizza vincendo quasi sempre, sedute di ramino tra i familiari nei giorni di festa; è sempre presente durante le trasferte fatte con gli amici al Casinò di Campione; scommette al biliardo ed all’ippodromo. Tutto ciò lavorando presso un supermercato della zona come addetto alle vendite; lavoro che alterna con la scrittura di recensioni sui video giochi per un rivista specializzata.
Andrà così fino al giorno in cui conosce il Texas Hold’em, da questo momento il resto comincia ad stargli stretto ed avverte una forte voglia di cambiamento. Questa situazione lo porterà a maturare la decisione di lasciare l’Italia per trasferirsi a Las Vegas, la città del gioco per antonomasia, con l’intento di frequentare una scuola di croupier, per poter apprendere il lavoro che gli piace. Detto, fatto: contro la volontà dei genitori che non approvano una simile scelta, Max Pescatori lascia il lavoro, vende la macchina, intasca la liquidazione e compra un biglietto per il Nevada.
A Las Vegas prende a frequentare la scuola da croupier focalizzando la propria attenzione soprattutto nell’acquisizione della dimistichezza e delle probabilità dei vari giochi. Nel tempo libero che il proprio lavoro part-time gli consente si dedica al gioco ma non con grandi risultati.
Il destino mette sulla sua strada un connazionale, Walter Farina, proprietario del ristorante che si trovava di fronte all’appartamento in cui Max viveva, ma soprattutto professionista di poker già da 15 anni (e di lì a poco, primo italiano a vincere un braccialetto alle WSOP). Farina sarà il primo a far capire a Max l’importanza dell’aspetto psicologico nel poker all’americana, indicandogli come ad esempio fosse di fondamentale importanza avere un lavoro che ti garantisce uno stipendio a fine mese. Lavoro che ti consente di sedere ai tavoli e di giocare con calma.
Come per ogni cosa, per eccellere bisogna far gavetta e quella di Max ha inizio ai piccoli tavoli 4-8 (non esistendo ancora il poker online). Non impiegherà molto a veder concretizzarsi i primi successi.
Il secondo incontro fondamentale per la carriera di Max Pescatori avviene nuovamente con un connazionale, Marco Traniello, la cui moglie è Jennifer Harman la più grande pokerista america donna di tutti i tempi. Grazie a lei Max Pescatori farà il definitivo salto di qualità che lo ha reso il campione che oggi è: Jennifer infatti, che già all’epoca giocava per cifre proibitive, consentirà a Max Pescatori di sedere dietro di lei e vederla giocare. Basteranno sei mesi di insegnamenti per consentire a Max di dominare al Bellagio la partita giornaliera 80-160.

Dario Alioto

posted by Costanza F.

4 dario alioto 259x300 Dario AliotoDario Alioto nasce a Palermo nel 1984 e fin dall’infanzia si evince subito che si tratta di un ragazzo dedito allo sport…anche se poco o niente lascia trapelare che ci sarà il poker nel suo futuro.
Dario infatti pratica judo a livello agonistico ed è considerato un prodotto di punta del vivaio italiano: vincerà vari campionati regionali sino ad arrivare sul podio per sei anni consecutivi nei campionati italiani di lotta libera.
Sicuramente a prima vista non si intravede nulla che accomuni poker e lotta libera, invece è lo stesso Alioto ad affermare che dalle arti marziali ha tratto insegnamenti essenziali per la sua carriera pokeristica. Sostiene, infatti, che tutti i sacrifici che fatto per raggiungere quei traguardi sportivi (nell’ambito della lotta) gli abbiano insegnato un fattore essenziale per un giocatore di poker professionista: la disciplina, che secondo Alioto è una caratteristica imprenscindibile per l’arte della lotta, ma ugualmente indispensabile per un buon giocatore di poker.
I suoi primi risultati degni di nota risalgono al 2005, anno in cui raggiunge un tavolo finale all’EPT di Barcellona. A questo punto occorre effettuare una breve considerazione, grazie alla quale è possibile comprendere la portata delle innate qualità di questo campione: Dario infatti, ha cominciato a pensare al poker con maggiore attenzione ed a praticarlo in maniera costante solo da gennaio 2005. Si era trasferito da Palermo a Budapest per seguire il proprio programma di studi in farmacia, programma che sarà interrotto dall’incontro con la sua vera, di lì a poco unica e prima passione, quella pokeristica. Cerca inizialmente di far conciliare le due cose, alternando i corsi di farmacia con sedute di poker, ma nell’arco di poco tempo finirà  col dedicarsi in maniera esclusiva al gioco, per ritrovarsi nel settembre del 2005 seduto ad un tavolo finale dell’EPT di Barcellona, piazzandosi al settimo posto e portando a casa $52000.
Risultato eccezionale che tradotto in termini letterari equivale a dire che Dario Alioto è ufficialmente entrato a far parte dell’esclusiva casta dei giocatori pro!
Da questo momento prende coscienza delle proprie abilità e comincia in maniera sempre più frequente a prendere parte a sedute di gioco cash, dedicandosi a quello che costituisce il suo gioco preferito e cioè l’Omaha con limite al piatto. Il suo volto diventerà nell’arco di poco tempo una delle facce più note tra gli appassionati di poker italiani.
E’ indubbio che il suo piacere più grande trova soddisfazione ai tavoli di Omaha, non a caso proprio grazie a questo gioco riesce a realizzare i suoi maggiori successi, tra cui nel 2007 anche la conquista del braccialetto delle WSOPE 2007, vincendo il torneo di Poker Omaha Pot Limit. E non è stata cosa semplice, se si considera che si tratta di una vittoria che ha richiesto un impegno non indifferente: ha infatti dovuto eliminare nell’arco di due giorni 155 avversari e nella lista dei suoi “fatti fuori” compaiono nomi del calibro di Tony G, Doyle Brunson, Phil Hellmuth, Andy Bloch! Il braccialetto sarà portato in Italia, insieme a $646.000, dall’allora vetitreenne Dario Alioto soprannominato “Ryu”.
Nel 2008 all’evento 34 delle WSOP Omaha con limite del piatto di 1,500$ di Buy-in arriva al tavolo finale uscendo 4º  ma riuscendo a portare a casa 180,534 $. Nel 2009 all’evento 5 delle WSOP Omaha con limite del piatto di 1,500$ di Buy-in – il più grande torneo di PLO della storia – arriva al tavolo finale uscendo 7º vincendo 29,881 $. Sempre nel 2009 all’evento 42 delle WSOP Mixed Event di 2500$ di Buy-in arriva al tavolo finale uscendo 8º e vincendo 25,860 $.
Nel 2009 a Londra diventa Campione europeo di Pot Limit Omaha hi/low, vincendo il torneo più grande di sempre – 1000 Pound di buy-in – tenuto in Europa durante gli European championship of poker durante il festival dell’ Ept.
Onestà, carisma e personalità, fanno tutt’ora di Dario Alioto un esempio da seguire per chi si avvicina al mondo del poker.