Max Pescatori

posted by Costanza F.

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Max Pescatori

Che Max Pescatori fosse destinato a diventare uno dei più forti giocatori di poker al mondo, forse lo si poteva capire di già prestando attenzione a quel secondo posto che in società col padre riuscì ad aggiudicarsi in un torneo di scopa, quando aveva ancora appena undici anni.

Oggi, a quel secondo posto il suo curriculum ha visto aggiungere: conquista del braccialetto delle WSOP nel 2006 nell’evento $ 2.500 No-Limit Texas Hold’em impresa che lo ha visto eliminare 1290 giocatori. Nel marzo 2007 vince il Main Event 1.000€ + 100€ di buy in della prima tappa del Campionato Italiano di Sanremo. Nel 2008 ancora braccialetto alle WSOP nell’evento $2500 mixed game Pot Limit Holdem/Pot Limit Omaha. Ancora il 2008 lo vede trionfare in una tappa del Campionato Italiano di Poker a Saint Vincent. Nel 2009 Max Pescatori diventa capitano del team di gioco della prima poker room italiana ed ai tavoli conquista numerosi piazzamenti, tra i quali un secondo posto di nuovo a Saint Vincent e “bandierina” al PCA Bahamas.
Nasce in provincia di Milano nel 1971 e fin da bambino si evince il suo talento al gioco: organizza vincendo quasi sempre, sedute di ramino tra i familiari nei giorni di festa; è sempre presente durante le trasferte fatte con gli amici al Casinò di Campione; scommette al biliardo ed all’ippodromo. Tutto ciò lavorando presso un supermercato della zona come addetto alle vendite; lavoro che alterna con la scrittura di recensioni sui video giochi per un rivista specializzata.
Andrà così fino al giorno in cui conosce il Texas Hold’em, da questo momento il resto comincia ad stargli stretto ed avverte una forte voglia di cambiamento. Questa situazione lo porterà a maturare la decisione di lasciare l’Italia per trasferirsi a Las Vegas, la città del gioco per antonomasia, con l’intento di frequentare una scuola di croupier, per poter apprendere il lavoro che gli piace. Detto, fatto: contro la volontà dei genitori che non approvano una simile scelta, Max Pescatori lascia il lavoro, vende la macchina, intasca la liquidazione e compra un biglietto per il Nevada.
A Las Vegas prende a frequentare la scuola da croupier focalizzando la propria attenzione soprattutto nell’acquisizione della dimistichezza e delle probabilità dei vari giochi. Nel tempo libero che il proprio lavoro part-time gli consente si dedica al gioco ma non con grandi risultati.
Il destino mette sulla sua strada un connazionale, Walter Farina, proprietario del ristorante che si trovava di fronte all’appartamento in cui Max viveva, ma soprattutto professionista di poker già da 15 anni (e di lì a poco, primo italiano a vincere un braccialetto alle WSOP). Farina sarà il primo a far capire a Max l’importanza dell’aspetto psicologico nel poker all’americana, indicandogli come ad esempio fosse di fondamentale importanza avere un lavoro che ti garantisce uno stipendio a fine mese. Lavoro che ti consente di sedere ai tavoli e di giocare con calma.
Come per ogni cosa, per eccellere bisogna far gavetta e quella di Max ha inizio ai piccoli tavoli 4-8 (non esistendo ancora il poker online). Non impiegherà molto a veder concretizzarsi i primi successi.
Il secondo incontro fondamentale per la carriera di Max Pescatori avviene nuovamente con un connazionale, Marco Traniello, la cui moglie è Jennifer Harman la più grande pokerista america donna di tutti i tempi. Grazie a lei Max Pescatori farà il definitivo salto di qualità che lo ha reso il campione che oggi è: Jennifer infatti, che già all’epoca giocava per cifre proibitive, consentirà a Max Pescatori di sedere dietro di lei e vederla giocare. Basteranno sei mesi di insegnamenti per consentire a Max di dominare al Bellagio la partita giornaliera 80-160.

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